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Ieri ho passato tutto il giorno a fare le prove della mia nuova vita da Donna Della Famiglia Berlusconi. Tra l'altro ne ho approfittato, visto il periodo, per fare campagna elettorale: così mi sono mischiata alla Gente Comune e ho risposto loro come avrebbe fatto il Sommo Suocero.
Ecco il resoconto dettagliato della mia giornata. Scusate lo stile giornalistico, quasi da cronaca d'assalto, ma dovete sapere che mi alleno anche per Verissimo, se tanto mi da' tanto...
Ore 8. Mi sveglio presto, come di sicuro fa anche il Sommo Suocero. Ed ecco che mi viene in mente quello che Lui direbbe: Una precaria Operaia. Evvai, sono partita alla grande!
La prima tappa è il bar. Entro e ordino un caffè, nell'attesa si avvicina un Uomo Comune che sfoglia Tuttosport. E' il mio momento: "Ah, questa stampa comunista!", mi lamento sorseggiando il caffè, appena arrivato. Ahi, c'è un problema. L'Uomo Comune mi guarda interrogativo: non devo essere stata abbastanza chiara. Allora, sempre bevendo, indico il quotidiano con gli occhi. Quello inizia a spostarlo lentamente senza mai smettere di fissarmi. Lo poggia sul bancone e...scappa via.
Devo aver beccato un comunista, cribio!
Non demordo, pago (pretendo che non venga fatto lo scontrino, però), quindi esco per andare al parco pubblico: lì di certo qualcuno troverò. Infatti mi imbatto in un simpatico anziano e mi siedo accanto a lui. Inizia a raccontarmi di quando era bambino e degli orrori della guerra, che aveva vissuto sulla sua pelle. Dramma. Il Sommo Suocero certamente stempererebbe il clima pesante con una battuta in tema. Vai. Sorriso a 52 denti: "La proporrò per il ruolo di Kapò!"
Cazz...Cribio! E' comunista anche questo. E pure delle frange estremiste, visto che minaccia di rincorrermi con un bastone. "Prenda le generalità di questo signore!" dico al vigile di quartiere, ma quello mi intima di allontanarmi. Vorrei controbattere, ma poi penso al Sommo Suocero, anche lui vittima della giustizia, e quindi mi do' alla macchia.
Cavoli, essere una Berlusconi è più difficile di quanto pensassi. Mi ritiro su il morale facendo le corna ai giapponesi mentre si fanno le foto al Colosseo e intanto penso a dove si può provare ad essere veramente una Silvio's girl. Nelle fabbriche no, per ovvi motivi. Per il livello "Scuola" non mi sento ancora pronta. Tombola! Andrò in un'azienda. In mezzo ai miei (prossimi) simili: gli imprenditori. Lì di certo mi capiranno!
Con fare spavaldo entro nella prima azienda che trovo e chiedo di parlare con "il capo". Devo essere autoritaria. Eccolo:
Capo: "Signorina, è qui per l'impiego?"
Precaria: "Mi consenta?"
C: "Il posto, il posto di lavoro..."
P: "Ah certo! Un milione di posti per tutti!"
C:"Ehr...si, si ecco, allora mi dica, ha avuto altre esperienze?"
P: "Beh...Presidente Operaio...?"
C: "...pres..? (sbuffa) Beh va bè, Operaio?"
P: "eh"
C: "poi?"
P: "...ah, poi... beh...poi...ho cantato nelle navi"
C: (poco convinto) "ah...nelle navi... interessante. Perchè vuole questo posto?"
P: "L'Italia è un paese che amo...e quindi..."
C: "Scusi, ma mi prende in giro?"
P: "Sono stata fraintesa!"
C: "Senta, vada via per favore"
P: "No! Lei è illiberale! Un Comunista!"
C: "Sicurezza"
P: "Lei è un prevenuto! Lei ha la sentenza scritta in testa! Io non rispetto chi dice falsità!"
C: "Per favore, si grazie, sbattetela fuori"
Due corpulenti bodyguards stranieri mi prendono di peso. E' la mia ultima occasione:
"La sapete quella dello zingaro che ferma il negro e gli dice che il cinese puzza, ma mai quanto il latinoamericano?"